lunedì 2 dicembre 2013

Recensione Film: Tucker & Dale vs. Evil



Regia: Eli Craig
Genere: Commedia - Horror
Anno: 2010
Paese di Produzione: Canada

Avete presente i film americani in cui un gruppo di ragazzini viziati viene sbranato in toto dai buzzurri montanari cannibali? Tipo Non aprite quella porta, Le colline hanno gli occhi o Wrong Turn? Ecco, Tucker & Dale vs. Evil riprende l'incipit e gli stereotipi proposti in tutte queste pellicole, li ribalta e ci costruisce su un film originale, iper-splatteroso ed estremamente divertente!

TRAMA IN BREVE
Un gruppo di facoltosi ragazzi di città sta per trascorrere una vacanza all'aria aperte nei boschi del West Virginia. Durante il viaggio si imbattono però in due goffi e ai loro occhi spaventevoli hillbillies: Tucker e Dale, due sempliciotti della zona, tentano un approccio con una delle ragazze, Allison, che si conclude con un balbettio confuso (con tanto di lunga falce in mano) ed i ragazzi che scappano spaventati. I due amici si recano invece alla loro nuova casa di villeggiatura appena acquistata (una baracca di legno in mezzo al bosco) per sistemarla a dovere. Ritrovatisi nella stessa zona di bosco, accade il fattaccio: Allison sviene e cade in acqua, e Dale e Tucker la salvano portandola nella loro casetta; gli altri ragazzi credono però che i due la abbiano rapita, e si stiano apprestando a farla fuori per poi passare al resto del gruppo. E scatta la controffensiva, da cui però scaturirà un massacro tanto evitabile quanto surreale! Mi fermo qui, per evitare spoiler!

APPROFONDIMENTO (Qui forse possono esserci possibili spoiler)

Il film si colloca nella tradizione delle commedie horror-splatter, un genere che negli ultimi venti anni è cresciuto e si è rafforzato, tanto a mio avviso da surclassare i film horror stessi in fatto di qualità e di originalità. Basti pensare, in tempi recenti, a Black Sheep, Fido, Shaun of the deadThis is the end (mmm... tutti film non Hollywoodiani... sarà un caso?).

L'incipit del film, per chi ha masticato tanto cinema horror, è classico, e prospetta uno sviluppo altrettanto lineare della trama: pomposi ragazzotti altolocati, pompa di benzina mezzo dismessa con tanto di rozzi montanari che danno occhiatacce, una baracca vecchia e lercia in mezzo al bosco. Tutto normale finché non si conoscono i due protagonisti, appunto Tucker e Dale, che tutto sono fuorché assassini psicotici. Tucker è un tipo sveglio, un po' rozzo ma estroverso, ha sempre sognato di avere una casetta in mezzo al bosco, e ora che il suo sogno si è realizzato è al settimo cielo. Dale, suo compagno di avventure, è invece timido e impacciato, ma molto intelligente.
Dall'altro lato invece abbiamo una schiera di ragazzotti più o meno viziati, universitari di città, pieni di pregiudizi verso gli hillbillies (hillbilly è un termine dispregiativo americano utilizzato per definire chi abita in posti rurali, tipo burino insomma). Tra di loro però, spicca la personalità di Chad, ragazzo superbo e ambizioso che crede di appartenere ad un rango superiore; gli piace Allison, anche se lei non ricambia. È anche questo che spinge Chad verso una follia crescente e degenerante, in grado di coinvolgere tutto il resto del gruppo in quella che sembra più una sorta di sua vendetta personale contro le classi sociali più basse.
Il film rivela quindi pure una critica sociale molto dura, in cui i montanari, sebbene rozzi e dallo stile di vita semplice, si rivelano puri e più intelligenti degli studentelli (o almeno di parte di essi) abituati agli agi e pieni di pregiudizi; come dice Allison stessa "intelligenza e cultura sono due cose distinte".

La storia, come già detto, è piena di equivoci, che portano poi lo sviluppo della trama verso determinati lidi, che rendono il tutto estremamente divertente; oltretutto, cose molto semplici e banali vengono amplificate fino a portare all'assurdo le conseguenze delle incomprensioni e della mancanza di comunicazione tra mondi molto distanti tra loro, altro punto cruciale su cui si basa il film. Allison prova appunto, in quanto studentessa di psicologia, a mettere le due parti ad un tavolo e farle discutere più o meno pacificamente. Cosa che, mi pare ovvio, finirà per fallire.

Dal punto di vista tecnico il film è impeccabile: la regia è fluida e anzi mostra spesso una notevole capacità di semplificare scene che descrivono situazioni complesse, appunto i molteplici equivoci; non ci sono tempi morti o scene inutili. L'unico appunto da fare è forse sulla scena iniziale, che risulta a conti fatti un po' forzata e, se non inutile, comunque scartabile. Però si tratta di un paio di minuti scarsi, quindi irrilevante. Diciamo che è il finale a sorpresa che manca alla fine (scusate il gioco di parole, ma voglio cercare di non fare spoiler!).
Anche gli effetti gore sono fatti bene, quindi dal punto di vista sanguinolento il film è una goduria, con piogge di sangue a tratti!
Per quanto riguarda la recitazione, gli attori sono tutti qualificati; spicca tra tutti Alan Tudyk, che ho già adorato nel ruolo di Simon in Funeral Party (Frank Oz, 2007); per chi l'ha visto, era il tizio che prende per sbaglio le anfetamine e va al funerale strafatto.

Un ultima considerazione per quanto riguarda il cinema canadese, a cui mi sono avvicinato da un po' di tempo a questa parte, e che mi sta dando tante soddisfazioni. A partire dal duo Seth Rogen e Evan Goldberg, che ci hanno regalato perle del demenziale come Superbad, Strafumati e ultimamente Facciamola finita, co-diretto dai due, ai vari horror quali Pontypool, Martyrs (co-produzione francese) e i capolavori di David Cronenberg. Sia nelle produzioni comiche che in quelle horror dimostrano di avere una sensibilità maggiore rispetto alle produzioni U.S.A., specialmente dal punto di vista psicologico e umano che, non mi stancherò mai di dirlo, sono le fondamenta per un buon film, anche per un film dell'orrore. Se i protagonisti sono solo pezzi di carne vuota da macello, la storia risulterà sempre debole. In più offrono spunti che risultano differenti dalle produzioni europee e asiatiche, quindi stilemi differenti da cui si può ancora attingere senza che risultino scontati e banali. Comunque basta uscire fuori dalle grandi produzioni hollywoodiane per trovare un qualcosa di un po' più stimolante, anche rimanendo entro i confini degli U.S.A.

Questa lunga recensione è finita, se avete domande o richieste particolari scrivete pure commenti qui sotto!

Alla prossima| 

2 commenti:

  1. Bella recensione..m'hai definitivamente fatto venire voglia di guardare questo film!

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